Le figlie del Sole

27 Novembre 2025 – Museo Egizio
Sala dei Mappamondi, Via Accademia delle Scienze 6, Torino

Un percorso di gioielleria etica dove le creazioni artigianali interpretano e danno forma alle qualità e alle personalità delle 6 figlie del faraone Akhenaton e di sua moglie Nefertiti: Merytaton, Maketaton, Ankhesenpaaton, Neferneferuaton Tasherit, Neferneferura e Setepenra.

Un viaggio che permette di riscoprire un’epoca, ma anche alcune qualità simboliche che sono presenti in ognuno di noi, per scoprire infine quale gioiello esprima maggiormente quello che siamo e cosa vogliamo raccontare di noi.

Le figlie del Sole

Un percorso artistico di gioielleria etico

Se si chiedesse a qualcuno quale siano i luoghi più misteriosi del pianeta, sicuramente l’Egitto non tarderebbe ad essere nominato. Basta pensare alle piramidi di Giza, con le loro geometrie perfette e avvolte nel mistero, in quanto ancora oggi risulta inspiegabile come possano essere state costruite con gli strumenti di cui si disponeva all’epoca.

È in questa terra che nel XIV secolo a.c. diventò faraone Amenofi IV, che divenne in seguito Akhenaton per incarnare lo spirito vivente di Aton, per onorare il Sole, unico Dio.

Delle sei figlie si possono dedurre alcune qualità simboliche dalle raffigurazioni, dai loro nomi, da qualche scritto e dai ruoli che hanno avuto o che sembra abbiano incarnato.

Le figlie del Sole

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Le figlie del Sole

Alcune fotografie dell’evento

Via Accademia delle Scienze 6, Torino

Sala dei mappamondi

Si dice Palazzo dell’Accademia delle Scienze e si pensa al Museo Egizio, che da qualche tempo, soprattutto dopo l’ampliamento, lo occupa in larga parte. In realtà l’edificio, uno dei pochi dall’aulica facciata in laterizi (come il vicino Palazzo Carignano e i più lontani Quartieri Militari, tutti costruiti tra il Seicento e il Settecento), fu costruito sotto la reggenza di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours come Collegio gesuitico per i giovani aristocratici. Poi, nel 1773, l’Ordine dei Gesuiti fu soppresso e il Palazzo passò all’appena nata Accademia delle Scienze, che ne occupa ancora un’ala.